Polemica in casa PD per un Governo con il M5S

“Crediamo dannoso fare conte interne nella prossima Direzione Nazionale. È più utile riflettere insieme, sulla visione che ci attende per le prossime sfide e sulle idee guida del futuro del centrosinistra in Italia”.
Così recita un documento, promosso da circa 120 parlamentari renziani, tra cui il Capogruppo in Senato, Andrea Marcucci, e quello della Camera ,Graziano Delrio, in vista della riunione di oggi. Il programma, ispirato dal Coordinatore della segreteria, Lorenzo Guerini, spiega che deputati e senatori (79 alla Camera e 39 al Senato) “non voteranno la fiducia a un governo guidato da Salvini o Di Maio”. “Significherebbe infatti venire meno al mandato degli elettori democratici”.
Sì, invece, alla proposta di Matteo Renzi di un percorso comune sulle regole: “È utile, al contrario, impegnarci in un lavoro comune, insieme a tutte le altre forze politiche, per riscrivere insieme le regole del nostro sistema politico-istituzionale”. I firmatari, spiegano i promotori, rappresentano la maggioranza assoluta della direzione, 120 su 209. Una prova muscolare, dunque, anche se la richiesta è quella di non votare in direzione. Una mossa che viene definita “di pace”. Ma il clima resta molto teso.  “Il Partito democratico non è monolitico, può essere che Renzi non abbia la maggioranza in Direzione”, avverte Roberto Giachetti, ex renziano di ferro, ora su posizioni critiche.
Ieri, la prima tappa del confronto all’assemblea dei senatori: l’ordine del giorno prevedeva l’elezione dell’Ufficio di Presidenza, ma è evidente che questo documento è destinato a tenere banco. Anche perché, oltre alla richiesta di evitare conte, contiene una chiara scelta di tipo politico: il no a proseguire il dialogo con il M5S, un percorso che il Segretario Reggente, Maurizio Martina, aveva avviato in attesa di sottoporlo, oggi, al voto della direzione. Tra i non renziani circolano numeri diversi, con un sostanziale equilibrio in direzione. “I renziani vogliono scongiurare la conta perché sanno che non riuscirebbero a reggere una spaccatura, anche se fosse a loro favorevole. Non si governa un partito, procedendo di forzatura in forzatura, di spaccatura in spaccatura. Per il PD sarebbe un esito letale”, spiegano fonti vicine al reggente Martina. Le componenti non renziane reagiscono negativamente all’iniziativa: “La conta promossa dai Capigruppo, per non fare la conta ancora, non si era mai vista”, ironizza Andrea Orlando, leader della sinistra interna.
Le opposizioni, da Orlando ed Emiliano fino a Franceschini, paiono intenzionate a chiedere, invece, un voto di fiducia sul segretario reggente Martina. Delrio prova a sedare la polemica: “Nessuna conta interna, ma un appello all’unità. Il documento proposto da Lorenzo Guerini vuole essere una base di discussione e non una ulteriore occasione di divisione. Uniti siamo tutto, divisi siamo nulla. Da qui, dall’unità del PD, debbono partire lo spirito e la sostanza del nostro confronto”. Numeri ballerini anche quelli apparsi sul sito “senzadime.it”, che riprende l’hashtag utilizzato, in queste settimane, dai renziani per dire no ad alleanze col M5S. Il sito si propone di fare una mappatura della direzione, in vista del voto. Tra i contrari all’intesa con Di Maio&C., si contano 27 renziani (compreso lo stesso Renzi), mentre tra i dialoganti sono 8, tra cui Dario Franceschini, Michele Emiliano e Piero Fassino. 179 i nomi di chi non si è ancora espresso: tra questi Maria Elena Boschi e le Ministre Valeria Fedeli e Marianna Madia.
L’iniziativa ha scatenato una durissima polemica dentro il PD. “Quando in una comunità politica, alla vigilia di una discussione seria che riguarda il partito e il Paese, si arriva a questo, c’è qualcosa di profondo che non va”, attacca Franceschini, “anche tra i contrari al governo coi grillini”.
“Pur essendo sfavorevole a un accordo con il M5s, trovo assolutamente inappropriato un sito, che mappa le posizioni all’interno della direzione PD”, scrive, su twitter, Ivan Scalfarotto. “Al di là delle intenzioni, fa molto lista di proscrizione: uno strumento estraneo alla nostra cultura. Andrebbe chiuso”.
E sempre ieri, è giunta la decisione di Martina: “Siamo arrivati a questo? Voglio credere, per tutti, di no e mi aspetto che il sito venga chiuso. C’è un limite che non andrebbe mai valicato”.  E, nel frattempo, sono trascorsi due mesi di inattività!

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