Racket, tutti distratti?

Dal Comitato anticamorra di Pignataro Maggiore riceviamo e pubblichiamo: “Racket a Pignataro: nella capitale dell'omertà tace anche il Consiglio comunale? La città tristemente nota a livello nazionale come la “Svizzera della camorra”, la sfortunata Pignataro Maggiore, si è guadagnata – purtroppo a ragione – anche la definizione di “capitale dell'omertà”. Diversamente da altre roccheforti delle organizzazioni mafiose, infatti, come Casal di Principe o Corleone, a Pignataro Maggiore è impossibile che qualcuno denunci una intimidazione a scopo di estorsione o fornisca un elemento utile alle indagini; tutti sono inchiodati al silenzio dalla paura di ritorsioni ma pure dalle complicità di cui godono boss, killer e prestanome delle cosche. E così, una volta acquisite per altre vie (serrate indagini dei carabinieri della locale Stazione e rivelazioni di collaboratori di giustizia) le prove della matrice camorristica ed estorsiva dei numerosi attentati verificatisi a Pignataro Maggiore, con i nomi dei responsabili, adesso commercianti e imprenditori vittime del racket potrebbero addirittura avere altri guai: essere arrestati per favoreggiamento perché con il loro silenzio spaventato e omertoso hanno facilitato l'attività e gli affari della camorra. Si attendono in merito le determinazioni dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. A Pignataro Maggiore i commercianti e gli imprenditori finiti nel mirino del racket sono lasciati soli; finanche la stampa locale – per effetto di condizionamenti politici e camorristici – tace sulla grave emergenza. E' stato imposto il bavaglio ai corrispondenti “scomodi”. Un segnale terribilmente negativo, inoltre, è arrivato dal Consiglio comunale di Pignataro Maggiore che, in una seduta pubblica – pur avendo lodevolmente espresso solidarietà ad un imprenditore di Cellole colpito dal racket -, non ha osato nell'occasione parlare delle estorsioni a tappeto nella “Svizzera della camorra” e non ha ritenuto di dover esprimere solidarietà a imprenditori e commercianti pignataresi. É un atteggiamento assurdo, quello della classe politica locale, immortalato nella deliberazione del Consiglio comunale di Pignataro Maggiore numero 30 del 26 giugno 2008. Silenzio assoluto. Un episodio che, in negativo, resterà nella storia della sfortunata Pignataro Maggiore, ora più che mai “Svizzera della camorra” e “capitale dell'omertà”.

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