Piazza Portavetere imminente inaugurazione della nuova ala.

Intanto ? polemica sulla qualit? dei lavori e sulla forma dei lampioni, contestata dal coordinatore Udc Giovanni Fulgieri e difesa a spada tratta dal presidente della Pro Loco Giovanni Marcuccio. ? ormai imminente l?inaugurazione della nuova ala di piazza Portavetere, contigua al monumento ai Caduti, ma ancor prima monta la polemica per la qualit? dei lavori e la forma dei lampioni, contestata in particolare dal coordinatore Udc Giovanni Fulgieri e difesa a spada tratta dal presidente della Pro Loco, Giovanni Marcuccio, entusiasta dell?opera che conferisce nuova visibilit?, prestigio e soprattutto richiamo turistico alla citt? del buon vivere. Non ? stata ancora collaudata e quindi messa a disposizione della collettivit? ma ? gi? finita sul banco degli imputati la nuova ala di piazza Portavetere o, meglio, l??quipe tecnica che ha progettato e seguito i lavori, in particolare di rifinitura e di scelta dei lampioni. Definiti orrendi, ovvero assolutamente disomogenei rispetto al resto della piazza, dal ragionier Giovanni Fulgieri, coordinatore cittadino dell?Udc al quale si contrappone il professore Giovanni Marcuccio, presidente dell?associazione Pro Loco, per il quale, invece, i lampioni hanno una foggia armoniosa e che si addice alla nuova ala della piazza, da considerare nel suo contesto, cio? estrapolata dal resto della piazza. Secondo Fulgieri i nuovi lampioni avrebbero dovuto essere identici o quanto meno simili a quelli installati nei giardini pubblici, mentre somigliano a dischi volanti, peraltro di un orrendo colore rosso che stride totalmente con gli altri; quelli esterni, invece, danno l?impressione che si arrivi non in una storica citt? ma ad un casello autostradale. A qualcun altro, invece, non piace la parte retrostante e laterale del monumento, a suo avviso non omogenea, mentre le grondaie non sono incanalate nelle fogne e pertanto l?acqua piovana finir? col danneggiare il manto asfaltato. Asfalto: pugno nell?occhio per chi, invece, avendo visto una montagna di sampietrini, sperava che servissero per pavimentare il parco della rimembranza e non solo per far incavolare il presidente del comitato civico Stefano Civitella. Al quale altri cittadini si sarebbero rivolti per sapere che fine ha fatto il cancello e le altre strutture ornamentali che cingevano il monumento ai Caduti in guerra, dalla cui sommit? un?aquila non ancora ?volata? come tanti altri ricordi del Ventennio, osservando i sampietrini, sembra intonare con Antoine: ?qualunque cosa fai, sempre pietre in faccia avrai?.

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